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flash flashback mille pensieri s’affollano in testa tutti insieme, gli occhi di un cane la voglia di un bimbo milioni di domande un tè in compagnia un locale affollato il ricordo d’un bacio una macchina venduta un treno ormai passato una donna sconosciuta le sue parole sibilline un progetto ardito un piatto di pasta scondito una birra da spillare una parola che non aspettavi un chicco di sale il grano di un rosario la fila alla cassa di un supermercato la fila dal dottore un ascensore verso i piani alti la voglia di volare in alto le parole di una madre lo stupore di un regalo un maglione blucielonotturno il tuo locale come banco di lancio per nuove amicizie quelle vecchie lasciate al palo della loro vita il concetto di amicizia il concetto di amore il concetto e basta l’assurdità di certi sguardi l’autorità di certi gesti la nullità di certe persone la caducità di certi assunti presunti defunti onore al merito ma non alla meritocrazia il governo caduto in disgrazia la mia vita caduta dalle nuvole odore di buono sapori antichi vino rosso come il tramonto di una giornata gelida arancio e mirtillo per occhi stanchi miele balsamico per tosse insistente limone acre per togliere quel velo di falsità che avvolge la vita occhio per occhio dente perdente dentista ecco la lista delle cose da fare da dire sottovoce sperando che qualcuno s’accorga che un cane è sempre un cane e che la curiosità uccise un gatto recinto campagna compagna di vita di strada di biliardo ho un miliardo di cose da dire senza senso senza nesso che fesso quell’uomo che credeva negli altri velata ironia smaccata pungente non c’è rosa senza spine non c’è giardiniere senza forbici non c’è vita senza speranza non c’è amore se non si semina chi semina vento raccoglie tempesta ecco la pioggia di nulla dei giorni scorsi caliamo un velo impietoso chè il medico pietoso fa la piaga puzzolente pozzuoli scavi scavati una fossa per nascondere le tue ossa pelle palle solo palle solo parole che cadono dalla testa direttamente sulle dita attraverso i tasti compongono un foglio bianco come il cavallo di napoleone daniela un nome come tanti molti sono i nomi che appaiono una sera da una porta qualcuno pianino scompare desiste uccide se stesso prima d’esser annullato che reato diventare pagina bianca prima del tempo che tempo fa oggi tennis la mattina calcetto il pomeriggio ballo la sera ballo da sola in un locale sul mare dove un tempo ti regalai il mio cuore dottore ecocardiogramma quanto un grammo di felicità un etto di serenità un letto di petali rosa come la pelle delle tue mani del tuo seno del tuo sedere tondo come un mappamondo su cui volare con la spinta ardua della fantasia che magia l’alchimia che scaturisce da un abbraccio biscotti e latte mucca assassina binomio perfetto per deboli di mente per donne in calore per uomini in gestazione del sé se ti ricordi bene te lo dissi te lo scrissi lo urlai dall’alto della mia montagna vuoi esser mia compagna giorno dopo giorno ora dopo ora ti lascio queste quattro righe con affetto e simpatia con rigore e anarchia con sarcasmo e ironia a buon intenditore poche parole chè morta una pupa c’è ne sarà di certo un’altra. requiescat in pace ora pro nobis oro pro vobis ora, mai più.
quando penso al mistero della vita mi si accavallano i pensieri, mi vengono in mente le ipotesi più strane che lascio volare libere e colorate nella parte più fantasiosa di me stessa fregandomene della loro fattibilità o realizzabilità. a volte penso che viviamo dentro una illusione, forse un mondo parallelo, come quei miraggi che vedi in lontananza nel deserto e che in realtà non sono altro che una manipolazione del paesaggio dovuta al sole e al sale. mi costruisco castelli in aria che poggiano su solide radici e mi chiedo se in definitiva la vita non sia altro che una parentesi tra l’eternità e la sua rappresentazione. ma poi quando mi capita di osservare le persone mi accorgo che quel dolore che gli attraversa la vita da parte a parte, che gli fuoriesce dagli occhi come la lama lucente di una spada, quel dolore così vivo e pungente, quel dolore che segna il volto o che ritrovi sulle mani mangiucchiate, in una postura dimessa o in un grido di aiuto soffocato, nelle parole di uno scritto apparentemente allegro o nella continua e reiterata ricerca d’attenzione, insomma quel dolore così atrocemente non espresso non può essere il frutto di un sogno né di una illusione. mi chiedo cosa saremmo senza il dolore, esseri superficiali o creature celesti; se siamo consapevoli di ciò che viviamo, se cerchiamo la via più difficoltosa perché è quella giusta per arrivare alla consapevolezza o se la percorriamo solo per piangerci addosso rischiando così i reumatismi, mi chiedo se il dolore che vedo negli occhi degli altri non sia in definitiva solo lo specchio del mio, ma soprattutto mi chiedo perché ho scritto ‘sta pippa finto-filosofica chè io in filosofia prendevo sempre n.p. (non pervenuta).
una emozione in un viso nella sua lacrima nelle mani di una donna nel suo collo profumato in un tramonto rosa pallido in un camion che passa nell'aprire una tapparella nel socchiudere le palpebre prima di dormire nel volo di un aereo nel suono di una voce nel ticchettìo del tempo che passa nella luce che filtra da una finestra in un cane che abbaia in te che mi scuoti l'anima nel filo che unisce i pensieri nascosti nelle note suonate pianpiano ad un piano nel fuoco rossofuoco che accende una sigaretta in un autobus che lento attraversa la tua strada in un giardino col prato curato nella parole di un frate e in quelle di un assassino nel disegno di un progetto e nella sua realizzazione in un disco che aspettavi da tempo negli occhi di chi aspettava te in un limone giallolimone su un tavolo in un caffè preparato con cura in una scatola rossa piena di ricordi nella borsa che nasconde un segreto negli occhi di chi pensi sia sconosciuto nel profumo del legno nel colore di una foglia nella immensità del cielo alle tre del mattino in una partita a biliardo nelle sue palle colorate nelle parole di una poesia nei tratti somatici di una donna marocchina in una bandiera che non t'appartiene in un sogno che curi come un bimbo in un bimbo che curi nel tuo sogno in un balcone pieno di piante in una mano sporca di terra nei piedi che soffici solcano il pavimento in un letto coperto dalle stelle in un messaggio che ti dà la carica nella vita che ti ricarica una emozione nella s(t)ua semplicità
"...e le mie ossa han preso tante botte e ho vinto e ho perso dentro tante lotte mi sono stesa su tante lenzuola cercando il fuoco dentro a una parola e le mie mani hanno applaudito il mondo perchè il mondo è il posto dove ho visto te..."