ma il brindisi di mezzanotte è per festeggiare
l'anno passato o quello che verrà,
no perchè in entrambi i casi c'è la fregatura!
in sincerità non mi sento di augurare nulla, facciamo che sia un 2008 in autogestione speriamo anche in gestazione, un anno col botto in cui ognuno farà un bel fagotto della propria esperienza per mettere le basi per una vita migliore, che sia quindi un anno migliore ma non di quelli che dici voglio migliorami tanto poi alla fine nel momento in cui pronunci la frase sei già venuto meno alla promessa, che sia un anno di presa di coscienza anche se a volte coincide con una presa per il culo che poi a certi pecoroni può pure piacere, che sia un anno di alto godimento anche senza un magnum tutt'al più con una magnum calibro nonsocosa che spari tutte le cazzate che fanno tanto divertire, che sia un anno a doppio senso ma mai a senso unico o alternato, che sia un anno in cui cullare il proprio peter pan interiore per guardare tutto e tutti sempre con occhi diversi magari però con gli occhiali da sole per l'anima che quella a volte brucia più del sole a ferragosto, che sia un anno di desideri che prendono forma qualsiasi essa sia anche quella di un formaggino che fa tanta tenerezza insieme alle stelline, che sia un anno con due enne mi raccomdando che con una sarebbe un anno di merda, che sia un anno fantastico nel vero senso della parola che la fantasia a volte salva la vita, che sia un anno sincero anche se in questo caso sarebbe un contro trend, insomma ognuno si auguri ciò che vuole. io mi auguro di morire. ovviamente il finale è provocatorio, se c'è un volontario gli lascio tranquillamente il posto!
auguri, pupa

io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.
hermann hesse
"...quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci con la leggerezza di una sola parola, addio..."
quando dentro senti che non è più la stessa cosa, quando dentro ti accorgi che qualcosa s'è spezzato, quando dentro cerchi una piccola luce che ti faccia ancora sperare, continuare a sognare, a illuderti, a fantasticare che non è così, che è tutto un abbaglio, che è solo un periodaccio e che le cose torneranno a posto, ti confessi in cuor tuo cercando la via meno disastrata per andare avanti. quando dentro senti che stai male negli abiti che porti seppur larghi e comodi per nascondere quella parte di te che speri passi inosservata. quando dentro non senti più quella frenesia che un tempo t'apparteneva ma che oggi è volata via con un vento benigno che ha già spazzato altre nuvole nel passato. quando dentro vuoi lasciarti camminare, vagabondare e vagare senza una meta precisa e senza ascoltare i tuoi reni che reclamano acqua o il tuo cuore che urla il suo dolore. quando percepisci che tante cose intorno a te si stan chiudendo come le serrande alle otto di sera, quando camminando per strada le vedi scendere piano lente sornione e stanche. quando dentro capti che come un albero le tue radici affondano in un terreno sicuro ma i rami spaziano lassù dove i pensieri corrono e le parole si fondono con l'aria. quando avverti che un addio è la parola più giusta che possa concludere un capitolo sperando che stavolta sia definitiva e benefica per tutti. quando dentro capisci che stai per ricominciare tutto, ancora e ancora e ancora una volta.
ti chiedi se la vita vale più di quel che è. se le persone resteranno con te per sempre accompagnando i segni che si stan formando sul tuo viso. ti chiedi se l'amicizia sia utopia o se l'utopia racchiuda in sè molteplici sfaccettature. ti chiedi se quel che hai fatto è stato compreso o solo un regalo senza importanza. ti chiedi tante cose delle quali già sai le risposte ma intanto vagabondando continui a chiedere con la mano tesa e il cuore aperto chè tanto domandare è lecito ma rispondere è cortesia! olè