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29/11/2007
c alda

Tu non sai:
ci sono betulle
che di notte levano le loro radici,
e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano o diventano sogni.

Pensa che in un albero c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita.
Te l'ho già detto:
i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire
am

Postato da: orlando a 14:31 | link | commenti (6) |

05/11/2007
cinque.undici.duemilasette



cinque.due.sessantanove

tre mesi e sarò quasi una quarantenne
non voglio esser come loro, vita mia
una mano davanti per indicare la strada
una dietro che nasconde la via
né come quelle arrampicatrici di coscienze altrui
profittatrici di energia finita
infinitamente sfruttata
non voglio esser come te
meschina
tendi la mano che poi divori
strapazzi le vite altrui con il savoir faire
che ti contraddistingue
blateri parole sconnesse e spadroneggi
vivendo la vita due volte,
la mia rebecca,
sempre in bilico tra i due sessi opposti
cosa cerchi cosa vuoi
tu chi sei, io non lo so
tre mesi e sarò quasi grande
non voglio sentirmi appagata
né arrivata
voglio succhiare questa linfa fino alla fine
cavarmi i denti per sentire dolore
ferire il cuore perchè si ricordi di me
correre anche quando i tendini li sento strapparsi dalle caviglie
viaggiare dentro scavando le ossa
per formare grotte in cui nascondere i ricordi
percorrere arrancando pezzi di strada
sebbene i piedi siano appesantiti da zavorre

rigide
ingombranti
ma la voglia di camminare ancora c’è
ma la voglia di andare ancora c’è, vita mia
voglio essere la padrona dei miei istinti
esser d’aiuto per l’assetato di sapere
l’oblio per il voglioso di godere
il nulla per chi è avido della mia energia
voglio essere grande anche se non ho concluso niente
anche se sono in cambiamento
perenne

nascondermi?

da cosa
in me cerco le risposte alle domande che faccio a te
in me cerco la strada che forse ho, scritta, già dentro
amo le storie antiche come mio padre
amo le storie folli come mia madre
amo queste pareti che da tre anni mi tengono al sicuro
amo la forza che rigenera ogni giorno nuovo del mio cammino
continuo a vagare dentro questa vita
sempre sorpresa
inesorabilmente sospesa
in continua attesa
l’attesa
delle ali con cui mai più tornerò indietro

Postato da: orlando a 18:49 | link | commenti (10) |



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