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TIGRE

contro
TIGRE
il regalo piú bello?
regalami un sorriso se puoi. regalati un sorriso se vuoi.
tanto per tutto il resto non c'é Mastercard?
'sta frase ha avuto un successone con piú di seimilioni di persone che m'han fatto i complimenti
e cosí autocitandomi da vanesia
quale sono ecco il mio sorriso per
lavinia, mara e paola, katia, valentina e marcella, lucia e cristina, anna e rita, stefania, daniela, alessandrascorpione, alessandraacquario, susibrescia e la sua nuova creatura, aslad e deliavaccarello, angelilla, gattasorniona, gattarandagia, simonareflex, romana e la suaforza, giuliozu e la poesia, e ultima ma non ultima
la persona che porteró per sempre nel cuore: mv
HIPPIE CHRISTMAS
from pupa
"non conventional Xstmas"

dice che mancano pochi giorni alla fine dell'anno. dice che bisognerebbe esprimere un cazzo di desiderio, un progetto strampalato, un sogno incatenato o quel che si vuole. dice che qualcosa di vecchio andrebbe buttato via, definitivamente, dietro le spalle sperando che non passi nessuno, dice che bisognerebbe mettersi, calcolatrice alla mano, a fare bilanci conti perdite, acquisti. dice che arriva anche il santo natale, dove siamo tutti piú buoni come il panettone bauli (me sa che questa me la so' giocata l'anno scorso), dice che bisogna fare i regali ma armandosi per uscire in strada, di portafogli e di coltello tra i denti.
la notte fonda o la mattina presto, dipende dai punti di vista, quando torno a casa mia vedo le lucettine natalizie che m'illuminano la strada. stelline a led alternanti a viale marconi, pioggia di luci a via tuscolana, alberelli semimoventi a san giovanni, e io mi beo di quelle lucettine rimanendo appesa a quei fili colorati come a un caledoscopio ricco e vivace. mi intrippo il cervello nel guardarle, mi fermo pur continuando a viaggiare e penso. penso che quelle luci siano come noi, stanno ferme pur spostandosi che se ci pensi bene c'é l'illusione che loro si stan muovendo ma in realtá é solo l'alternanza di "spento acceso" a crearne il moto. poi mi dico che sti cazzi, alla fin fine conta il senso di quel che danno, che importa con quale mezzo si raggiunge il risultato, l'importante é quello che ne consegue. cosí partendo dalle stelline mobilimmobili e di associazione in associazione arrivo a pensare alla vita e al progresso e a questa nostra societá cosí strampalata come quel progetto e cosí incatenata come quel sogno. e credo che l'apparenza di quelle lucine sia la sintesi della nostra vita, ci vestiamo per uscire ma ognuno di noi rimane nudo. diamo idea di movimento,agitando mani e piedi, ma rimaniamo fermi, immobili, stanchi e frustrati. viaggiamo in giro per il mondo, in lungo e in largo, ad est e a ovest, al polo sud dove fa un freddo cane e al polo nord dove il cane ha talmente freddo da rimanere ibernato. andiamo, partiamo, lasciamo le cose a metá per raggiungere mete, metá, paradisi, mari, monti, ma nella realtá non ci allontaniamo di un passo perché non riusciamo a compiere l'estremo viaggio, il piú faticoso ma quello che alla fine dá piú soddosfazione: il viaggio sconosciuto all'interno di noi stessi, tra quegli anfratti della coscienza bui come gallerie lunghissime e nascosti come tesori dei pirati. ci muoviamo stando fermi, fermi sulle nostre posizioni, fermi su un piede, su una panca, su un teorema, su una finta ideologia, fermi su un punto che dá idea di movimento ma che in realtá é solo un punto fermo. o forse morto come quei binari che si vedono nei film.
"ma io ci ho un cazzo di sogno" diceva lui in altre parole e in altra lingua.
io ho un sogno, vorrei non svegliarmi la mattina e, accesa la tivvú, vedere che un signore distinto e padre di figlioli venga brutalmente malmenato al centro di una cittá come roma durante l'ora di punta. vorrei che non ci preoccupassimo del negretto con la mosca al naso fregandocene di quel signore lí o comunque vorrei che ci occupassimo del negretto e del signore insieme, senza escludere né l'uno perché vigliacchi né l'altro per scaricarci la coscienza. vorrei svegliarmi e pensare che é cosí semplice vivere, che due piú due dovrebbe ancora fare quattro e che invece non vediamo piú il risultato troppo presi dal contare in altro modo.
vorrei tante cose forse normali tutte insieme, ché ci vestiamo da complicati per non risultare banali ma in realtá perdendo la semplicitá ci stiamo solo impoverendo. ci stiamo privando di tutto, delle nostre radici salde e solide, della nostra cultura che risale ai nostri padri, ci stiamo impoverendo di tutto quello che servirá a farci sentire ancora quell'umanitá che oggi, a pochi giorni da sto cazzo di natale, vogliamo ricercare nel panettone piú succolento, nel regalo piú appariscente, nel viaggio piú esotico, nel palmare piú sofisticato.
il regalo piú bello?
regalami un sorriso se puoi. regalati un sorriso se vuoi.
per tutto il resto tanto c'è mastercard.
...Amarsi un po'
è come bere
più facile
è respirare.
Basta guardarsi e poi
avvicinarsi un po'
e non lasciarsi mai
impaurire no, no!
Amarsi un po'
è un po' fiorire
aiuta sai
a non morire.
Senza nascondersi
manifestandosi
si può eludere
la solitudine...
camminare restando fermi, viaggiare senza meta con una valigia senza manici e un macchina scassata quanto basta per rimanere lá inchiodati alla propria vita, alla propria scelta. mi guardo intorno e sento il peso del dolore altrui, lo sogno addiruttura. a volte dimentico il mio, lo sublimo che credi, a volte lo caccio e lo ricaccio giú in quell'antro infinito fatto di camere nascoste chiamato "testa", ma il cuore che ne pensa vorrei chiederglielo. aspiro a camminare rimanendo ferma, viaggiare senza muovere un dito sospesa ad un filo sottile e trasparente che non mi affatichi le gambe e le braccia. la gente va. la gente resta. puttane col rossetto rosso fuoco infuocano marinai senza denti, donne gravide dal sorriso spento e burattinai famosi, c'é la ragazza che non si dá pace e la signora che pace non la trova proprio se non su una bandiera sbiadita dal sole, il vecchio musicista senza piú uno straccio di nota intonata e il sassofonista che mette l'anima nel suo strumento afono, la bambina in cerca di una casa e il ragazzo che trova la sua in ogni luogo che incontra, l'indomita assopita insegue i propri sogni di gloria, ma la gloria vera é quella di non sottrarsi mai al percorso piccolo piccolo della vita inciampando e ricadendo ogni volta, saltando fossi e buche larghe quanto le voragini che ci separano e correndo per perder fiato, giocando a nascondino con gli altri per il solo piacere di essere scovati e realmente accettare la propria esistenza per quella che é, senza se e senza ma ma con qualche forse mettendo ogni tanto un punto fermo su cui sedersi per riprendersi un po' e coccolarsi. quanto tempo resta alla fine del tragitto infinito, forse non é questione di tempo, neanche se sbadiglio.
perché non ti accorgi mai quando sto male, che so? conosci quel sesto senso che ti fa dire, uhm la chiamo, magari non aspetta altro. ho dormito uno sputo. lo stesso sputo che le avrei tirato in faccia ieri sera. ultima scoperta in fatto di motori, uau, macchine senza benzina trainate da peli di fica a buon mercato. eh si, siamo proprio al passo coi tempi. una volta c’erano i carri coi buoi. ora i buoi sono in disuso, poretti loro, non vengon piú citati neanche insieme alle mogli. e chi si sposa piú oggigiorno? tu? o tu? tu, tu, telefono occupato, telefono libero, cesso intasato. chi piscia per terra, non ha sogni lá, per aria. dimmi come mangi e ti diró chi sei. dimmi come vivi che io non lo so piú. gioco, rido, parlo, canto, rutto quando ne ho voglia. maledetta voglia. benedetta figlia. padre madre occhi gialli e stanchi, cremonini vorrei fossi il padre di tutti i miei bambini. bambina, marinella dove sei. bambina, mamma dove sei. ma io dove sono? suono, tuono, temporale fulmini a ciel sereno, stelle che tengono caldo il mio sonno. tonno? tonno carciofini e maionese, cosa??? alle quattro del mattino? are u crazy. mica sarai scema? ignorante, strafottente, alcool a buon mercato nel mercato delle pie-vergini. ma vergini ascendente cosa? toro, leone, bilancia, peso, sette libre e due once. once upon a time, c'era una volta ora c'é la cera ecologica, profumata, colorata, al sapor di banana, susina, lampone, lampione, donne, lucciole e puttane, belle brutte suadenti e inconcludenti, sospese, attese, dovute, sopportate, supportate, air bag, carrozzeria, e mia zia? lavorerá ancora al sindacato? ma che cazzo dico. col dito, con le mani uh uh, con i piedi uh uh. colla, con la presente la vogliamo informare. informale. inforcare, occhiali miopia presbiopia, luxottica, luxittica. pesci, calamari e gamberi, frittura, frittata, uova, pasqua, natale. cazzo è giá natale! giorni che passano, anni che volano, anni di piombo, di zinco, del cazzo, del cuore, anni di merda, anni di che, ma di chi, ani chi? ani di franco, lavinia perché non ti accorgi mai quando sto male, che so? conosci quel sesto senso che mi fa apparire paranoica quanto basta, paracula quel che serve, paracelso e paraurti, botti, stronze col botto. bum bum bum un cuore matto, little toni little italy little richards, little lidl patatine, patate, la patata attira, la zoccola tira, la serva stira, e io che ho il cuore malato perché amo?
m'ero stufata di vedere quella cartolina verde troneggiare sul mio blog. l'inaugurazione é passata. un gran successo, devo ancora trovare le parole per esprimere tutto quello che ho vissuto, sentito, visto, assaporato, goduto, amato, devo ancora metabolizzare le innumerevoli sensazioni che dentro ancora mi provocano quel bum bum che mi fa dire, cazzo,
io esisto e mo' so cazzi co' sto locale (:P)
l'inaugurazione é andata, duecento e passa persone.
tutte le facce possibili e immaginabili a farmi compagnia per vederla positiva o a scroccá la porchetta per vederla ancora piú positiva.
duecento e passa facce, ognuna con la sua storia che sará pure una bella frase composta di giá e di giá preconfezionata ma io ci penso ogni volta che guardo negli occhi qualcuno.
ci penso a che vita sta vivendo, provo a fare mio il suo vissuto
ché entrare nelle persone
(soprattutto le donne, la mia disgrazia, mi piace assai),
mi immagino la vita di tutti da un sorriso, da un velo di malinconia che passa attraverso le pupille, da un'occhiata malevola, da una mano che trema e da un abbraccio che vuole dire, dire molto di piú di quel che é.
duecento persone e passa, passa la serata, passa la paura, passa la vita che corre e scorre e porta via lontano da me le persone, passa il treno che all'incontrario va, passa l'autobus carico di gente bistrattata come bestiame e passa la passione e tutto diventa, forse, Amore.
duecento persone e passa e quasi per magia non ho una foto, non ho una ripresa, né uno straccio di filmato.
e chissá perché tutto quello che ho vissuto, assaporato e visto é lì appeso a un ricordo cosí labile che domani potrei aver dimenticato ma poi mi dico che é destino che non ci sia neanche una
testimonianza cartacea
ché quel che ho visto rimane, rimarrá e lo terró sempre e solo per me nel cuore.
lo so ho finito il post a cazzo di cane. che poi perché mai si dirá a cazzo di cane, questo é un mistero.
come é un mistero la fine di bob e di chi lo ispiró.
ma questa é un'altra storia. inspiegabile davvero.