grazie al Signore (porco, credo) dei mal di schiena che mi ha fatto "saltare" questo concerto.
pisè, sembra proprio che io e te non ci dobbiamo gustare insieme il Nostro!
je la faremo per la data di roma?
faccio una rapida incursione nel mio pc per fare saluti veloci e dare un arrivederci alla prossima a gatta e lunasunamarte che già mi pregustavo di incontrare faccia a faccia magari di fronte a un bicchierone di vov.
bacio nicò che noto, con enorme dispiacere, che non ha ripreso ancora a scrivere.
bacio millefinestre che potrebbe anche "venire" a farmi da infermiera e magari cucinarmi una di quelle sue zuppe porri e non so che!
bacio perluce chissà in quali meandri adagiata.
e cuma alle prese col "no au" e l' ai tec.
abbraccio e bacio la susi e piddì.
vado a cuccarmi a casa che ORMAI riesco a stare solo sdraiata.
mi sto rincitrullendo e sparando via catodica tutte le puntate di L world che sono uno scandalo al mondo lesbico, una vergogna disumana quasi quanto la storia lecciso al bano.
grattandomi un po' per la cattiva sorte di questi ultimi tempi e facendo anche gli scongiuri di tornare presto al lavoro che chi si ferma non paga più le bollette,
vi lascio con questa splendida lirica di tenchiana memoria:
io ti guarderò
illuminata con il neon
delle vetrine
poi ti nutrirò di coca-
cola e di popcorn
dentro ad un cine
ti racconterò le mie
bugie sul mondo e quelle
sulla gente
poi ti bacerò con tutto
quanto in fiamme
con le luci spente
e faremo l'amore sulle
foglie e sui prati
sul denaro e nel fuoco
dentro ai posti proibiti
fino al cuore del mondo
come due innamorati
come due innamorati
senza niente da fare
che non hanno
nient'altro
che "una storia d'amore"
io ti curerò
perchè tu c'hai bisogno di ridere di gusto
e ti ringrazierò
quando usciremo presto
da un locale "giusto"
guarderò da giù
il grattacielo dei tuoi tacchi mozzafiato
e ti domanderai
se anche stavolta sono io quello sbagliato
e faremo l'amore
dentro ad un temporale
tra le luci del centro
tra le statue di sale
con il cuore impazzito
come due innamorati
come due innamorati
senza niente da fare
che non hanno nient'altro
che "una storia d'amore"
xxxorlandoxxx
la tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell'arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c'è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte
ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l'hai.
tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te. Hank
au revoir Folon!
"...Ti sembra tutto visto tutto già fatto tutto quell'avvenire già avvenuto scritto, corretto e interpretato da altri meglio che da te. Bella, non ho mica vent'anni ne ho molti di meno e questo vuol dire (capirai) responsabilità perciò… 
Volami addosso se questo è un valzer volami addosso qualunque cosa sia abbraccia la mia giacca sotto il glicine e fammi correre inciampa piuttosto che tacere e domanda piuttosto che aspettare. Stancami e parlami abbracciami guarda dietro le mie spalle poi racconta e spiegami tutto questo tempo nuovo che arriva con te..."
non ho molto tempo per scrivere. la schiena va meglio, le supposte un po' meno! sono passata alle iniezioni e trabocco di così tanti cocktail nel corpo che lapo mi fa un baffo. lapo, mi ricorda dante. e mi ricorda la scuola, la mazzalupi col suo fare gelido e il suo faccino d'angelo spietato, quasi quanto il mio. credo m'abbia fatto venire un sacco di complessi abbinati a quelli che avevo già. per esempio quello del parlare: quando devo ripetere qualcosa a qualcuno ancora mi ingarbuglio parecchio. mi rivedo dentro e davanti agli occhi quella sua faccia angelica e quegli occhi azzurri freddi che mi incutevano un timore così grande che al liceo han pensato che fossi autistica o solo scema. davan la colpa alla personalità della mamma, che può darsi sia anche vero ma di certo la mazzalupi col suo fare distaccato non m'ha aiutato neanche un po'. vabbè, non volevo parlare della scuola, non volevo parlare di me e della mia "triste" storia. ho scoperto che ci son parti del corpo che appena ci avvicini qualcosa (intendo la supposta!) "inglobano" in men che non si dica. credo che avvenga tutto per un vuoto d'aria che "ac-chiappa" tutto come un vortice: una mia amica ci ha perso dentro un chicco d'uva! e 'sta cosa mi ha fatto pensare, anche se il paragone non è dei migliori, ai vari vortici della vita, della mia vita. ancora una volta non volevo parlare neanche di culi nè di supposte nè di vortici aspiranti. volevo ringraziare la uev che mi ha gentilmente assistito ma che soprattutto ha avuto l'onere di siringarmi il culo per ben due volte che quest'onore era capitato una volta a mia madre e una a mio padre e ancora lo ricordano con tenerezza e con una lacrima sul viso. volevo rassicurare nicò che sono tornata a scrivere e quindi se oggi sentirà un "vuoto" sarà che deve assolutamente riempirlo (attenzione alle supposte!). salutare susi e piddì e gatta che 'sti giorni mi sono rimpinzata di isole e di talpe e non vi dico altro. dire a manu se mi rimanda la bozza dei cartelli in wordpad o in blocco note chè non apro word. dare un bacio a biancaneve e RA e hamwi. ricordare a nonnapapera e marci che sabato 15 si contempla l'anniversario della porchetta sull'amatriciana e de Il mondo non s'è più fermato un momento da allora. mando un po' di forza a millefinestre che se non torna (qui lo dico e qui non lo nego) faccio lo spogliarello di tutto compreso di supposte. ringrazio maredentro dell'avermi offerto la sua "machina" e di avermi fatto girare l'italia mms dopo mms. saluto la mia motina che è in buone mani e scrivo quel che mi hanno scritto su un messaggio: passare dal monster alla panda è come passare dal tanga alla mutanda. per non saper nè leggere nè scrivere oggi non ho nè tanghi nè mutante!
l'estate sta finendo e un anno se ne va. ecco l'ennesima figura di merda. ho chiamato erre a casa e ho fatto le mie solite vociacce da maniaco con impermabile. ha risposto la mamma: s'è spaventata, povera. con grazia e gentilezza ho fatto finta di non essere io e ho chiesto di erre, sembravo schizofrenica. è che l'estate sta finendo e 'sta canzone mi è entrata nelle "cervella" e non riesco a scacciarla come le mosche che oggi preannunciano pioggia meglio dei bollettini di canale cinque. ho visto tante persone ieri. non faccio più il mio lavoro. c'è la panchina qui da me sempre piena ormai. lei che scrive sul mio calendario we are. ma we are cosa? amiche, ex, sorelle, amanti, figlie di una mignotta. ma cosa vuoi. ma cosa fai, bella signora solitudine. elle che sopporta tutto questo col suo sorriso ingenuo e la sua tenacia giovanile. gente che arriva e gente che va. incursioni che ieri non potevo fare a meno di darti quel bacio (casto, nda). che tenerezza sulla tua vespetta bianca con le cuffiette a tutto battiato. è che l'estate sta finendo e un anno se ne va. forse sto diventando grande e come dice la canzone proprio non mi va. we are? the champions, my friend. mia amica di questo cazzo. chi sei. chi sei veramente? ancora una coppia che scoppia, bum cica bum, altra cicatrice che dice: coraggio coraggio questo è un posto selvaggio. e io sono lì che cerco di farti capire. cerco di farti sentire che sei forte dietro quell'aria affranta, dentro quell'aria sofferente, in quell'aria ormai rassegnata. cazzo, combattete o devo farvi rivedere e rivedere ancora quel montaggio video pieno d'amore che m'esce ancora la lacrimuccia da ogni dove? l'estate sta finendo, my friend. si sta portando via tante cose e ne sta portando altrettante. ho appena preso l'ennesimo caffè. mi sono alzata e sbang un colpo alla schiena. la vecchiaia, cazzo, la vecchiaia. arrivare al traguardo sereni, dice l'astrologa. arrivare al traguardo in pace con se stessi, dice mia madre. arrivare al traguardo. ma 'ndo sta 'sto traguardo? sono gli ultimi cento metri, pant pant pantomima. ci prendiamo tutti in giro per farci coraggio, per vedere la parte oscura delle cose, per guardare con un'altra ottica. ottica zeiss. voglio la mia macchina fotogragica, we are. weris, weris che dolce che sei. ancora non sai in che mani you are! l'estate sta finendo e non ho fatto uno straccio di vacanza. voglio il mare bagnasciuga carezza che ti bagna. associazioni libere associazionismo liberale. quanto manca alla fine di questo post. quanto alla fine dei nostri giorni. quanto costa una passione? è che il mare è troppo calmo, dici tu. ma il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e zac: guarda che luna (pausa sms), luna nei miei pensieri sei. non so che cosa scrivo. non so chi sono. non so niente e in tutto questo sento le emozioni di tutti quasi fossi il filtro dei tuoi e dei tuoi e anche dei tuoi stati d'animo. sono il passino del tuo thè aromattizato alla vaniglia. sono la tua lente in cui entra la luce e ne esce scomposta in miriadi di sfumature. sono il tuo scarico in cui riversi noie e paranoie. l'estate sta finendo, un anno se ne va. forse la moto prende la sua strada e io la mia. si chiude il mio ciclo. si chiude il suo. porte che si chiudono e porte che si riaprono. I WILL. cazzo vuol dire i will. we are. you are. sai anche coniugare il verbo love? amor ch'a nullo ha amato, porco cane lo scriverò sui muri e sulle metropolitane. diceva così o ripasso per il 24, stop. il big ben ha detto stop.
XXX
io qui giaccio
XXX
ma qui taccio
"È l'anniversario di una settimana straziante. Sono stato allora sul punto di compiere quel gesto che inconsciamente mi si ripete nell'immaginazione quando penso al mio peccato - il gesto della mia mano che si alza armata contro di me. Mi rivedo disteso sul letto col viso rivolto al muro... Ogni tanto riprendevo i sensi, uscendo dal mio stupore, una specie di paralisi, in cui mi sentivo staccato dalla mia esistenza..." PPP
un sacco di anniversari in questi giorni. che giorni questi giorni che ti fanno male al cuore e alla mente. sono giorni che bloccano i piedi e che tolgono il fiato. giorni che non vorresti svegliarti dal torpore in cui ti sei gettato e che vorresti rimanertene al letto a sognare un cielo sopra la tua testa che ti avvolga come l'abbraccio di una madre e un cielo sotto i tuoi piedi capace di farti volare in silenzio come un aliante in balia delle correnti. giorni che pensi al passato sforzandoti di non farlo e giorni in cui ti sforzi di pensare al futuro, perlomeno a quello straccio di futuro in cui credi ma soprattutto in cui speri.
leggo qua e là i blog. m'incazzo. chiudo 'sto cavolo di firefox e poi le riapro. siam stati tutti giovani, penso: tutti abbiamo sbraitato da internet, mandato messaggi più o meno velati, scritte parole che fanno sprofondare nell'oblio o nell'odio, dette frasi che cercano un minimo di attenzione, un appiglio forse sopra le righe ma tra le righe o nelle righe. mi appello alla mia serenità fittizzia e al mio cervello razionale in fieri e cerco di capire. di passare oltre. di non vedere. ma poi mi rincazzo in men che non si dica e che non si addica ad una signora come me e richiudo 'sto cavolo di firefox e non parlo. taccio. aspetto. attendo che la pace "mi ritorni in mente bella più che mai" e che i pensieri si sbroglino da soli come matasse di lana spessa e colorata. poi mi chiedo però come fate tutti voi? tutti che sapete vivere, che sapete amare, tutti che sapete metter la parola giusta al posto giusto quasi che la vita fosse un crocicchio bianco e nero marcato bartezzaghi in cui, data la definizione, c'è subito la parola corrispondente. tutti che vi riempite la bocca di paroloni, amore per esempio, rispetto per esempio, tolleranza per esempio, grandi parole che si trovano su tutti i vocabolari anche nei bignami scrausi della vita che però non sono altro che la scorciatoia per sfogare i propri alibi e le proprie fughe mentali. stai calma mi dico. dire senza dire è una capacità che non mi si addice. e allora m'incazzo di nuovo ma stavolta con me stessa chè forse dovrei vivere più di paroloni ed essere in linea col prodotto richiesto, quello che ha un trend in ascesa e che col pil ci va d'amore e daccordo. ma sai che c'è, amica cara, forse la parola a te mancante è savoir faire che di quella non ne vendono a chilate nè in tivvù nè sui libri. per le altre, amore, rispetto, tollerenza non serve parlarne, serve solo viversele. ma questo lo sai già. o no?
sound track - la canzone di un Poeta conosciuto amaro e andato via come la solidarietà.
Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l'aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano
Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
Con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire
Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so
Una donna da amare in due in comune fra te e me
Ma di tempo c'è ne, in questa città
Fottuti di malinconia e di lei
Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c'è più nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei
E non c'è più nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei
Ricordo i suoi occhi strano tipo di donna che era
Quando gettò i suoi disegni con rabbia giù da Ponte Vecchio
"Io sono nata da una conchiglia" diceva
"La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare"
Caro il mio Barbarossa, compagno di un avventura
Certo che se lei se n'è andata no, non è colpa mia
Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambierà
Ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia
Ma io che farò in questa città?
Fottuto di malinconia e di lei
Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c'è più nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei
E non c'è più nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei... IG