
irascibile. sono irascibile che mi faccio quasi schifo.
irascibile e nervosa. contrariata e contraria.
gli ultimi cento metri del maratoneta.
a quale corsa partecipo?
e quanti chilometri ho fatto?
scalpito, sbuffo, mi stizzisco e mordo il freno.
sono scocciata e scoccio.
sono sbottata e sbotto.
un grande botto dentro che ho pezzi sparsi per il corpo.
inenarrabile sentirsi così.
senza una ragione sragionare capendo che si sta delirando.
gli ultimi cento metri del maratoneta.
dimmi, quale corsa sto facendo?
e perchè?
insostituibile la vita.
indescrivibili i giorni.
indicibile tutto il resto resto.
vaffanculo.
dicono che sia liberatorio!
non ti perdere d'animo invano. non lo fare mai.
non t'abbattere facilmente. chè tanto chi ti vuole bene lo sai.
non ti fermare, amico
corri,
osserva,
pensa,
vivi,
e vivi ancora,
ruba con gli occhi,
restituisci col cuore,
non fermarti,
non fermarti ora,
non fermarti qui,
assapora ogni frutto,
cogli l'attimo senza perderlo,
non lasciare che quel treno passi,
rifletti,
e pensa,
calmati,
calmati perdio,
non ti perdere, non ti smarrire,
non perdere di vista l'orizzonte e la vista della tua strada.
ma in definitiva tu che nei sai. cosa sai. chi sei.
tu che vivi la tua effimera esistenza adagiato su una nuvola.
tu che spranghi il tuo cuore che, ormai, pulsa a fatica.
tu che vedi oltre ma non oltre te stesso.
tu che porti i segni di una vita vissuta senza senso.
corri allora,
osserva ora,
tonifica i muscoli,
rassoda i muscoli morali,
inspira,
espira,
respira, amico!
odio. odio ferocemente quelli che di mattina mentre sorseggi il tuo primo caffè ti chiedono al bar informazioni riguardanti il tuo lavoro o qualcosa che pensano inerente a ciò che fai. li detesto. non è detto che alle otto e trenta io debba essere già operativa. non è detto che non ho diritto alla mia privacy del cazzo. non è detto che sia una dispensatrice di notizie sulla storia mondiale della pubblicità, sul peso del vinile e dei suoi derivati e sulle fattezze delle materie plastiche, delle sete e persino del lino e dei suoi semi. li odio. come odio quelli che ti tagliano la strada. con la macchina, coi cani, con la carrozzella, a piedi, in moto o sol col semplice pensiero. li odio. pure loro. come mi stanno parecchio sulle scatole quelli che si prendon troppo sul serio, quelli che so tutto io, faccio tutto io, mi occupo di tutto io, si mettono in mezzo, di lato, dentro le situazioni per lasciarti come un baccalà al momento meno propizio. beh, siete stronzi, mica no. odio pure te che oggi battevi sul muro già dalla sei e mezzo. e quei muri così sottili che ti permetteno persino di ascoltare alitare il vicino del palazzo accanto, diventano tamburi che rimbombano e rintronano e rintoccano come le campane dei paesi la domenica. mi stai sulle palle tu che batti, sai. e tu che mi guardi storto tutte le mattine. sai che io ti vedo, malgrado la miopia? e non parliamo delle tasse, delle multe, dei condoni, delle bollette, del caldo che ti fa soffocare e non è mica tanto normale, della pioggia improvvisa che ti lascia tracce gialle, bianche come neve mista a sabbia, delle offerte fregatura, della vacanze che duran poco, dello stato che ci prende per il culo e degli esiliati mentali che violentano le ragazze. li odio i branchi. taglierei loro i genitali, altro che castrazione chimica! li odio, bastardi.
ma perfortuna che una sera che te ne stai per strada spunta lei. te la vedi grande e bella e signora incontrastata della notte. e t'accompagna per tutto il viaggio. tu, le due ruote, la tua musica e lei. lassù che ti mostra la strada che quasi vuoi metterti a piangere per tanta bellezza. e sei lì che vorresti fermarti e chiamare tutti. e senti l'emozione che ti scoppia nel cuore per tanta grazia di dio che all'improvviso non t'importa più niente degli stronzi e dei loro derivati, dell'odio che provi e dei problemi che hai. all'improvviso tutto passa in un secondo piano e lì di fronte c'è solo lei, con la sua grazia, con la sua eleganza, con la sua leggiadrìa, un dono per te che te la vedi lassù nel buio appesa. e ti scordi di tutto. e vedi solo lei, che ti indica il cammino e ti illumina quel che rimane della tua speranza e ammiri il suo colore e la sua forma e ti chiedi come faccia a resistere lì, solitaria, in mezzo al cielo. e in una serata in cui ti senti ammaccata come le macchine incidentate perfortuna compare lei, una boccata di ossigeno per la tua vita che sembra ti stia soffocando la gola e ti stia limitando la respirazione. e la guardi e la ammiri e ti riappacifichi anche col moscerino che ti entra violentemente nell'occhio. spettacoli così non si pagano, sono regali della natura, della vita, di quel big boh che ha fatto scaturire tutto questo. è stato bello tornare a casa. io, le due ruote, la mia musica. e tu.

S'i' fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dío, mandereil' en profondo;
s'i' fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i' fosse 'mperator, ben lo farei:
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i' fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i' fosse vita, non starei con lui:
similemente faria da mi' madre.
S'i' fosse Io, com' i' sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre:
le zop[p]e e vecchie lasserei altrui.
...che dice che la ueve ha fatto ir camingAut: porcaEva ecchiseloaspettava! de' 'sti tempi fare il coming out mica è cosa da tutti i giorni che poi si pensa subito che i giovini di oggi sono tutti scostumati, sempre in giro per locali notturni a 'mbriacarsi e a ballare sui tavoli.
più di seimilioni di gay si staranno chiedendo proprio in queste ore il perchè di queste sue rivelazioni; da un'analisi approfondita del mercato calcolando la sottrazione del pil sul tasso interno lordo dei bot deduciamo che la madre insospettita per le iniziative dell'associazione ha cominciato a farsi e a fare qualche domanda soprattutto alla sottoscritta nota bugiarda e mentitrice della capitale: "umh...ma di che associazione si tratta?" e io, dopo rossori improvvisi stile menopausa con vampate comprese nel prezzo e goccette di sudore che imperlano il volto, la bocca e persino le gengive, rispondo sicura: "ehm...si chiama Arc, ars...ars nova..ora non ricordo!"
dire che si è lesbici alle proprie madri è un'impresa di quelle che scalare il kappadue è una passeggiata di salute. innanzitutto, bisogna trovare le parole adatte: mica stai enunciando che ti piace il ballo popolare svedese dei primi del novecento piuttosto che la balalaika russa a tre corde!
la sera prima del Lella-Day dopo circa sei ore di incoraggiamenti nelle quali io, perLuce, nicò, valemare e eva abbiamo vagliato ogni tipo di ipotesi, compresa quella tragica ma efficace del: "mamma, ho una grave malattia ma non è contagiosa!", la ueve con tutta la sua grinta e il suo coraggio coraggio questo è un posto selvaggio si è così pronunciata con molta circospezione e timore: "mamma, ti volevo dire due cose..."
la mamma tranquilla e paciosa: "...che ti piacciono le donne? e l'altra qual è?"
ueve: "...che c'è per secondo?"
così narra la storia. il resto è leggenda.

Dicono che c'è un tempo per seminaree uno che hai voglia ad aspettareun tempo sognato che viene di nottee un altro di giorno tesocome un lino a sventolare.C'è un tempo negato e uno segretoun tempo distante che è roba degli altriun momento che era meglio partiree quella volta che noi due era meglio parlarci.C'è un tempo perfetto per fare silenzioguardare il passaggio del sole d'estatee saper raccontare ai nostri bambini quandoè l'ora muta delle fate.C'è un giorno che ci siamo perduticome smarrire un anello in un pratoe c'era tutto un programma futuroche non abbiamo avverato.È tempo che sfugge, niente paurache prima o poi ci riprendeperché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempoper questo mare infinito di gente.Dio, è proprio tanto che piovee da un anno non tornoda mezz'ora sono qui arruffatodentro una sala d'aspettodi un tram che non vienenon essere gelosa di medella mia vitanon essere gelosa di menon essere mai gelosa di me.C'è un tempo d'aspetto come dicevoqualcosa di buono che verràun attimo fotografato, dipinto, segnatoe quello dopo perduto viasenza nemmeno voler sapere come sarebbe statala sua fotografia.C'è un tempo bellissimo tutto sudatouna stagione ribellel'istante in cui scocca l'unica frecciache arriva alla volta celestee trafigge le stelleè un giorno che tutta la gentesi tende la manoè il medesimo istante per tuttiche sarà benedetto, io credoda molto lontanoè il tempo che è finalmenteo quando ci si capisceun tempo in cui mi vedraiaccanto a te nuovamentemano alla manoche buffi saremose non ci avranno nemmenoavvisato.Dicono che c'è un tempo per seminaree uno più lungo per aspettareio dico che c'era un tempo sognatoche bisognava sognare.
"La gente non se ne rende ancora conto. Sappiamo solo che ci sentiamo deboli, ma quando possiamo controllare gli altri stiamo meglio. Non riusciamo però a capire il prezzo che pagano coloro che ci circondano per questa nostra sensazione di benessere: in pratica noi rubiamo la loro energia. La maggior parte delle persone trascorre la propria esistenza alla ricerca dell'energia altrui."
ECCO la MIA LIBRERIA!
sulla scia delle catene di santantonio ho già pronto il post di domani. elencherò tutti i tipi di assorbenti usati negli ultimi vent'anni di ciclo: marche, modelli, con ali e senza, spessore, lunghezza (solo per i tampacse!), durata, ritardanti per lei, stimolanti per lui e, last but not least, l'odore.
oggi, su reclutamento di millefinestre, mi occuperò di libri. ho una libreria. bella. di vero finto legno svedese, comperata da ikea quest'anno. in realtà quel giorno avevo comprato un tostapane ma tra viti, brucole, rondelle e chiodi una sera di dicembre non si sa come è uscita fuori la libreria e così l'ho tenuta. tanto il pane non lo mangio neppure.
la Mia libreria è la prima cosa che vedi appena entri in casa. anzi no, la prima cosa è il famoso quadro finto artistico che tutti ormai quando entrano sanno che devon esclamare: uhhhhh! la seconda è la libreria che è il pezzo forte della casa. perchè? ogni libro della mia libreria lo amo come amassi qualcuno, anzi di più. c'è parte della mia vita di questi ultimi anni racchiusa in ogni pagina e in ogni parola: ogni virgola, punto, a capo, ogni parentesi ha accompagnato i miei passi, il mio dolore, la mia gioia, le mie tristezze, le mie delusioni o i miei sfoghi. ho costruito quella libreria pezzetto per pezzetto e ricordo benissimo ogni libro comperato, regalato, prestato e mai restituito (i libri si prestano, ma io non mi li presterò mai sia chiaro!). ogni dedica scritta, ogni fogliettino che ci ho nascosto dentro, ogni biglietto di viaggio che ha accompagnato quelle parole, ogni mollichina di pane, ogni pagina sgualcita, ognuna di queste cose è impressa nella mia mente e ha accompagnato i miei giorni.
elencare tutti i libri che possiedo non so se sarò in grado di farlo. qualche autore si potrebbe incazzare e cominciare subito subito a litigare chè stasera mi ritrovo la rivolta dentro casa. so di sicuro che nel primo riquadro in alto a sx vista divano ci sono i tre preferiti che di ognuno, passetto dopo passetto e anno dopo anno, ho quasi l'opera omnia: bukowski, buzzati, busi. e poi vado a ruota libera: L'abbandono del dottor Divago troneggia su tutti chè è l'ultimo comprato a bari; baricco, pivano, hemingway, sciascia, virginia woolf, david leavitt, bulkakov, calvino, terzani, il nuovo testamento, jorge amado, thomas mann, orwell, melania mazzucco, la mazzantini (il catino di ferro, na cagata mostruosa), pasolini (un grande, ragazzi di vita e una vita violenta), pavese, paulo cohelo (mai finito), marquez che mi ha insegnato a sognare, nabokov, camilleri con un trattato sul teatro, hikmet le poesie, withman le poesie, gorkiy la madre, il grande boh di jovanotti, svevo, henry miller e jack keruoac, banana yoshimoto, Kawabata, winterson, grazia deledda comprato usato a tenerife chè m'annoiavo, freud, cechov, richard bach, anna frank (e chi è che non ne possiede uno?), giovanni verga, marcela serrano e ancora tanti altri. senza contare i libri sul dalai lama, il buddsismo, le pratiche di meditazione mai messe in pratica, l'astrologia tibetana, occidentale, orientale, indiana; i libri di raccolta di poesie e qualcun altro che stasera, lo so, lo sento, mi terrà il muso.
sto leggendo: non so perchè m'hanno sempre affascinato i templari e i loro misteri e così leggo Il Santo Graal prestato da manu
consiglio di leggere almeno una volta nella vita (a scelta e senza pensarci due volte), un libro di bukowski per imparare a dissacrare, un libro di marquez per imparare a sognare, uno di calvino per l'arguzia e la sagacia.
lascio il testimone a chi se lo prende basta che non mi chiedete libri in prestito: in compenso potrei prestarvi mia madre chè è meglio di mille libri!
gli è che quando uno è in crisi di idee s'attacca a tutto: ieri la catena di santantonio sui megabaite e sulla musica emmepitre, oggi il questionario rivelatore per far scoprire alcuni lati del mio caratter-ino.
qua e là c'è qualche bugia ma può darsi anche di no.
chi mi conosce non ha bisogno di leggere; per gli altri semilioni di italiani che volessero farlo, eccomi:
Tratto principale del tuo carattere?UmanitàLa qualità preferita in un uomo?Il cameratismoE in una donna?La testa, soprattutto in certe posizioniIl tuo miglior amico?Carlo, compagno di rutti e porcagginiIl tuo principale difetto?L'impulsivitàLa persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile?Mia madreIl tuo sogno di felicità?Svegliarmi la mattina accanto a leiIl tuo rimpianto?Non aver fatto le cazzate all'età giustaL’ultima volta che hai pianto?IeriIl giorno più felice della tua vita?Il giorno che verràE il più infelice?5 giugno 2003La persona scomparsa che richiamerebbe in vita?Mia nonnaMateria scolastica preferita?Educazione artisticaCittà preferita?New york, ma è riduttivoIl colore preferito?Blu e tutte le sue tonalitàIl fiore preferito?MagnoliaL’uccello preferito?Il passero femminileBevanda preferita?Succo di melaIl piatto preferito?Pasta olio e parmigianoIl tuo primo ricordo?Una colonna dietro cui mi sono nascosta perchè ero incazzataLibro preferitoDonne di bukowskiPoeti preferiti?Ogni giorno un poeta diverso a seconda dello stato d'animoCantante preferito?Adriano celentanoSport preferito?TennisI tuoi pittori preferiti?Caravaggio per i chiaroscuriLa trasmissione TV più amata?La tivvù delle ragazzeFilm Cult?Tutta la saga di Amici mieiAttore preferitoAl pacinoCanzone che fischi più spesso sotto la doccia?Oh bucaiola tu mi tradisci tu dici vengo e invece tu pisci..mavvaffanzumSe dovessi cambiare qualcosa nel tuo fisico, che cosa cambieresti?Le emorroidiPersonaggi storici più ammirati?Tutti quelli che non son passati alla storia ma hanno fatto tantoI nomi preferiti?Olivier, Nichole, CarolineQuel che detesti di più?La presunzioneIl dono di natura che vorresti?Saper volareCome vorresti morire?dormendoStato d’animo attuale?n.p.Le colpe che ti ispirano indulgenza?la buonafedeIl tuo motto?Ostinatamente resistere
ovviamente lascio il testimone a chi voglia svelarsi e mettersi un po' in gioco!
...lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi...
la seconda porta in faccia nel giro di un mese. se devi dar retta a mia madre dà la colpa a quel fottuto saturno che con tutti i suoi anelli luminosi s'è messo in qualche aspetto di forma strana e "negativa" con alcuni miei segni; di sicuro il maledetto "scrematore" chiude a chiave tutte quelle porte che ci sono ormai tra me e voi. avevo sempre pensato che fare un passo verso le persone mi rendesse debole. sai che c'è, siam fatti tutti d'orgoglio e di dignità e "piegarsi" agli altri ci viene un po' scomodi. ma ieri, come il mese scorso, ho messo da parte certi miei istinti e certe parti colorite del carattere e ho cercato di dare retta alla ragione che il più delle volte chiudo a chiave al bagno con le tapparelle chiuse e la doccia aperta cosicchè io non la senta. ho ragionato e ci ho ragionato su. ho cercato di parlarti e mi hai negato persino una parola. che donna sei. macchenesò. non mi interessa. ti ho gridato vigliacca rimanendo basìta ed esterrefatta in mezzo alla strada che a quel punto la ragione l'ho mandata a quel paese e gli istinti son venuti fuori e han preso in mano la situazione. m'è rimasto solo il groppo in gola di quelle parole a cui hai negato di uscire e che ora mi stanno dentro strette strette e mi voglion soffocare. negare una parola è peggio che dare uno schiaffo, m'è stato detto. il tempo è un galantuomo m'ha detto qualcun'altra. lì per lì la rabbia m'ha accecato, il cuore ha cominciato a battere all'impazzata e il primo istinto è dare istinto a tutti gli istinti che m'hanno raggiunto. ho rivissuto quel giorno di maggio poco lontano in cui tu mi sbattevi la porta in faccia parlandomi dallo spioncino come si fa con i maniaci e i testimoni di geova. quella porta che ha racchiuso la nostra vita per nove anni. che ha vissuto con noi il bello, il brutto, che ci ha protetto e ha protetto la nostra esistenza insieme. la seconda porta in faccia nel giro di un mese. e dal basso della mia immaturità avevo sempre pensato che io fossi una vigliacca. non ti giudico. nè giudico te. ma so, oggi, che sono più forte chè vi posso guardare occhi negli occhi. e se anche soffro, posso dire a me stessa e alla mia dignità di persona che ci ho provato. ancora una volta. una volta ancora!